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Come diventare Energy Manager? Requisiti, nomina, formazione e compensi

Scopri le opportunità e le competenze professionali dell'Energy Manager, per chi lavora e quanto guadagna

Come diventare Energy Manager? Requisiti, nomina, formazione e compensi

La figura dell'Energy Manager nasce nel 1973 negli Stati Uniti d'America, a seguito della grave crisi petrolifera che colpì il paese. Solo negli anni 80 la figura venne istituzionalizzata in Italia acquisendo nel tempo, nel processo dell'uso ottimale e razionale energetico, sempre più peso.
Oggi scopriremo insieme li requisiti e le competenze professionali dell'Energy Manager, quando è obbligatorio nominarlo.

Chi è l'Energy Manager: La Definizione

Per capire cos'è un Energy Manager dobbiamo innanzitutto dare una definizione della sua figura professionale, che ricordiamo essere prevista dalla Legge 10/91.
L'energy manager è un tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia, garante dell'ottimizzazione dei costi e dell'efficienza dei consumi.
Con lo sviluppo crescente di tutti i settori della Green Economy, anche la figura dell'Energy Manager si evolve, assumendo una funzione cardine nel sistema di gestione energetica, tant'è che adesso prende sempre più piede la figura dell'energy manager qualificato che lavora per le organizzazioni certificate ISO 50001.

Cosa Fa un Energy Manager: i Compiti

Egli è un professionista che opera nel settore della gestione energetica, all'interno delle aziende ed enti occupandosi principalmente si svolgere i seguenti compiti:

  • analisi dell'energia;
  • monitoraggio dei consumi energetici;
  • gestione delle risorse energetiche;
  • ottimizzazione dell'uso dell'energia;
  • risparmio

Il ruolo di Energy Manager si rivela dunque importante per ben due motivi di natura diversa ma complementare:

  • riduce i costi del sostentamento energetico delle aziende;
  • le conduce verso uno sviluppo ecosostenibile;

Risparmio energetico, ottimizzazione dei consumi e sgravi fiscali sono dunque gli obiettivi che questa nuova figura professionale ha lo scopo di far raggiungere alle Imprese per cui lavora, siano esse private o enti pubblici.
Diventare Energy Manager consente, in generale, di allargare le proprie opportunità d'impiego e di crescita professionale, soprattutto ora che certe aziende hanno l'obbligo di nominarne uno.

Quando è Obbligatorio nominare un Energy Manager?

L'art.19 della Legge 10/91 sfornisce indicazioni su quando è obbligatorio nominare un tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia, stabilendo che debba farlo qualunque azienda rientri in queste due categorie:

  • Aziende del settore industriale che nell'anno precedente hanno avuto un consumo energetico superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio;
  • Aziende del settore civile, terziario e dei trasporti, che nell'anno precedente hanno avuto un consumo energetico superiore a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio;

L'obbligo di nomina è ribadito dalla Circolare MiSE del 18 dicembre 2014, che dedica un'apposita sezione a descrivere i "soggetti obbligati", che siano essi pubblici o privati, con o senza personalità giuridica.
In sintesi, devono necessariamente nominare un Energy Manager in caso di superamento dei limiti di consumo previsti dalla legge i seguenti soggetti:

Soggetti Obbligati Esempi
Persone Fisiche Titolari di Aziende Individuali
Persone Giuridiche Associazioni, Fondazioni, Società per Azioni
Enti Pubblici anche non economici Comuni, Province, Aziende sanitarie locali, Istituti popolari territoriali per l'edilizia residenziale, Aziende speciali degli enti locali
Altri soggetti privi di personalità giuridica Associazioni non riconosciute, Società semplici, irregolari o di fatto, Consorzi

Secondo legge 10/91 queste realtà aziendali dovranno nominare il loro Energy Manager ogni anno entro il 30 di Aprile.

Requisiti per fare l'Energy Manager

Per svolgere questa professione sono necessari dunque alcuni requisiti. Analizziamoli nel dettaglio alla luce della normativa vigente.
La figura del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia è stata introdotta dalla legge 10/91, ma è stata la successiva circolare n° 219F del 2 marzo del 1992 a definirne i requisiti, identificandole con un bagaglio di conoscenze acquisibili mediante:

  • laurea in ingegneria;
  • pluriennale attività tecnica professionale successiva alla laurea;
  • esperienza nel campo degli studi di fattibilità e della progettazione di massima di sistemi per la produzione e l'utilizzo dell'energia;
  • buona conoscenza delle tecnologie più avanzate nel settore;

Formazione in Gestione dell'Energia: Corso ed Attestato

Come potete vedere, nel sopracitato elenco di requisiti figurano per lo più competenze e conoscenze, ed è proprio in quest'ottica che vengono inquadrati i corsi di formazione per energy manager.
Si tratta di corsi che, pur non essendo obbligatori, aiutano il professionista ad acquisire le competenze tecniche e le conoscenze teoriche permettendogli di arricchire il proprio bagaglio professionale e si possono svolgere nelle seguenti modalità:

Questi corsi, se accreditati, consentiranno di ottenere un'attestato che certifichi le competenze acquisite, come nel caso dell'attestato rilasciato da ENIC, Ente di Certificazione Italiano.
I corsi di formazione professionalizzanti affronteranno argomenti e tematiche che torneranno utili al professionista anche qualora volesse acquisire la certificazione secondo la norma UNI CEI 11339:2009.

Quanto guadagna? compenso e stipendio

Ma quali sono i compensi legati alla professione dell'Energy Manager?
Il suo compenso dipende dal modo in cui opera nell'Impresa o nell'Ente Pubblico, se come libero professionista esterno o come dipendente dell'Ente.
Nel secondo caso il suo stipendio è regolato dal contratto di assunzione.
Nel primo caso invece è possibile fare riferimento ai seguenti criteri di remunerazione:

  • compenso variabile, nel caso in cui si tratta di eventi singoli;
  • compenso variabile, nel caso in cui si tratta di risparmi economici ed energetici ottenuti dagli Enti in seguito all'intervento;
  • compenso fisso, nel caso in cui si tratti di interventi prefissati, continui nel tempo seguiti da analisi, diagnosi e studi al fine di garantire risparmio energetico ed economicità.

Uno studio ha comunque rilevato che è possibile guadagnare dai 30.000 ai 60.000 euro annui.