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Valutazione Impatto Ambientale: quando è obbligatoria, chi la fa e cosa non deve mancare nell'elaborato

Scopri quando è obbligatorio effettuare la VIA e quali sono le fasi procedurali necessarie secondo la normativa

Valutazione Impatto Ambientale: quando è obbligatoria, chi la fa e cosa non deve mancare nell'elaborato

La VIA è uno strumento obbligatorio importante per la protezione ambientale. Scopriamo quando è necessaria, chi la fa, le fasi procedurali, i contenuti che deve avere lo studio dell'impatto e cos'è l'opzione 'zero'.

Quando è Obbligatoria: criteri di selezione e normativa

La VIA o Valutazione dell'Impatto Ambientale è un atto tecnico-amministrativo con cui un consulente specializzato analizza ed illustra i danni potenziali che una messa in opera può recare sull'ambiente.
La valutazione dell'impatto ambientale è stata fortemente voluta dall'Unione Europea che con la Direttiva 337 del 1987 ne sancisce le linee guida, recepite poi in Italia, solo nel 2006, con il Decreto Legislativo del 3 aprile 2006, n. 152. Quest'ultimo, all'articolo 6 e con gli allegati alla parte seconda, stabilisce quando è obbligatorio sottoporre a valutazione d'impatto ambientale una progettazione.
La verifica di assoggettabilità a VIA di competenza statale è effettuata per:

  • Raffinerie di petrolio greggio, impianti di gassificazione e di liquefazione di almeno 500 tonnellate al giorno di carbone o di scisti bituminosi.
  • Progetti che riguardino:
    - Centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica di almeno 300 MW;
    - Centrali di energia idroelettrica con potenza superiore a 30 MW incluse le dighe;
    - Impianti per l'estrazione dell'amianto, incluso il trattamento e trasformazione;
    - Centrali nucleari e altri reattori nucleari, compreso lo smantellamento e lo smontaggio di tali centrali e reattori;
    - Impianti termici per la produzione di energia elettrica, vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 150 MW;
    - Impianti eolici per la produzione di energia elettrica sulla terraferma con potenza complessiva superiore a 30 MW;
  • Impianti che si occupano combustibili nucleari irradiati o di residui altamente radioattivi, comrpeso loro smaltimento e stoccaggio;
  • Elettrodotti: sia aerei (con tensione superiore a 150 kV e unghezza superiore a 15 km) che in cavo interrato con lunghezza superiore a 40 km;
  • Acciaierie;
  • Impianti chimici su scala industriale: prodotti chimici organici di base e per la fabbricazione di fertilizzanti a base di fosforo, azoto, potassio;
  • Pozzi finalizzati alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi sulla terraferma e in mare;
  • Coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, sulla terraferma e in mare, con estrazioni di petrolio superiori a 500 tonnellate al giorno e a 500.000 m 3 di gas naturale giornaliero;
  • Impianti eolici in mare;
  • Stoccaggio geologico dibiossido di carbonio sia su terra che in mare;
  • Impianti geotermici;
  • Per attività di ricerca e coltivazione di minerali, metalloidi e loro composti, grafite, combustibili solidi, rocce asfaltiche e bituminose, e sostanze radioattive;
  • Attività di Stoccaggio di:
    - petrolio, prodotti chimici, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici con capacità complessiva superiore a 40.000 m3;
    - gas naturali con una capacità complessiva superiore a 40.000 m3, o di gas combustibili in serbatoi con una capacità complessiva superiore a 80.000 m3, o di prodotti di gas di petrolio liquefatto e di gas naturale liquefatto con capacità complessiva superiore a 20.000 m3;
    - di prodotti combustibili solidi con capacità complessiva superiore a 150.000 tonnellate.
  • Condutture atte al trasporto di gas, petrolio, prodotti chimici e con un diametro superiore a 800 mm e di lunghezza superiore a 40 km;
  • Progetti:
    - ferroviari per il traffico a grande distanza;
    - aeroporti con piste di atterraggio superiori a 1.500 metri di lunghezza;
    - autostrade e strade extraurbane principali;
    - strade extraurbane a quattro o più corsie o adeguamento con una lunghezza ininterrotta di almeno 10 km;
    - parcheggi interrati che interessano superfici superiori ai 5 ha, localizzati nei centri storici o in aree soggette a vincoli paesaggistici decretati con atti ministeriali o facenti parte dei siti UNESCO.
  • Interventi sul litorale e Porti: marittimi e commerciali, per la navigazione interna capaci di ospitare navi superiori a 1350 tonnellate, turistici e da diporto con un'estensione superiore a 10 ettari, inclusi moli e treminali marittimi;
  • Impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque in modo durevole, di altezza superiore a 15 m o che determinano un volume d'invaso superiore ad 1.000.000 m3;
  • Trivellazioni in profondità
  • Interporti per il trasporto merci e impienti di trasporto acqua interegionale
  • Stoccaggio di gas combustibile e di CO2 in serbatoi sotterranei naturali
  • Industria energetica ed estrattiva
  • Tutti i progetti atti a modificare ed estendere le attività sopra indicate.

La verifica di assoggettibilità a VIA di competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano:

  • Agricoltura
  • Industria energetica ed estrattiva
  • Lavorazione dei metalli e dei prodotti minerali
  • Industria dei prodotti alimentari
  • Industria dei tessili, del cuoio, del legno e della carta
  • Industria della gomma e dellematerie plastiche
  • Infrastrutture: inclusi i villaggi turistici di superficie superiore a 5 ettari, centri residenziali turistici ed esercizi alberghieri con oltre 300 posti-letto o volume edificato superiore a 25.000 m3 o che occupano una superficie superiore ai 20 ettari, esclusi quelli ricedenti all'interno di centri abitati e parchi tematici di superficie superiore a 5 ettari;

Chi la fa e le fasi delle procedura

Vista la complessità ed il 'peso' che simili opere edili ed ingegneristiche possano avere sulla salute dell'ambiente, e dunque dell'uomo, si comprende che per la valutazione dell'impatto ambientale occorre rivolgersi ad un esperto in materia, che, possedendo le competenze tecniche e professionali necessarie, è in grado di redigere l'eleaborato tecnico da allegare al progetto per l'ottenimento dell'autorizzazione.
Si tratta di una figura professionale altamente qualificata: architetti, ingegneri, geometri e periti possono accedere a questo profilo lavorativo tramite corsi online dedicati, riconosciuti e professionalizzanti.
Ecco nello specifico le fasi e l'iter procedurale da svolgere secondo la normativa:

  • Verifica di assoggettabilità o screening: vagliare se vi sono i presupposti per l'obbligo della VIA.
  • Studio di impatto ambientale o scoping: la fase di valutazione vera e proprio in cui vengono descritti sia i dettagli del progetto sia i potenziali danni per l'ambiente che ne potrebbero derivare. Ci si appoggia a costruzioni grafiche, immagini, indicatori ambientali e di tutti i dispositivi utili alla valutazione.
  • Segue poi la fase decisionale ad opera dell'ente competente (Stato o regioni o provincie speciali): dopo la pubblicazione del progetto, si svolgono le consultazioni; avviene poi la pronuncia e la comunicazione dell'esito.
  • Monitoraggio: da non dimenticare che, anche dopo la realizzazione dell'opera, occorre verificare che le condizioni di salubrità e compatibilità non siano cessate o che non si siano modificate.

I contenuti che lo Studio deve avere e l'Opzione Zero

Lo studio dell'Impatto Ambientale, nonchè l'elaborato vero e proprio, deve descrivere con precisione:

  • Dettaglio del progetto
  • Probabili esiti apportati sia in fase di realizzazione che dopo, sempre vagliati sui criterio di pericolosità e ubicazione
  • Alternative e opzioni valide per la maggiore tutela ambientale, insieme ad un piano di monitoraggio da applicare nel tempo.

L'alternativa o opzione zero è uno dei contenuti trattati all'interno dell Studio di impatto ambientale formulato dal tecnico esperto in VIA e/o VAS. L'opzione zero deve essere sempre tenuta in considerazione. O meglio, tra le alternative progettuali papabili elaborate per ridurre l'impatto ambientale, deve essere anche vagliata l'alternativa 'do nothing', quella cioè del 'non far nulla', del non procedere all'intervento progettuale. Solo valutando il peso della non esistenza di un impianto o opera si potrà soppesarne veramente l'incidenza sul territorio.