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Smart City e Smart Nation: cosa sono, come funzionano e chi le progetta

Dopo le Città Smart, nascono le Nazioni Intelligenti. Ma cosa sono di preciso? In cosa consiste il loro essere intelligenti? L'innovazione è la parola chiave per interpretare questo fenomeno, ma chi si occuperà di costruire le città del futuro?

Città e Nazioni 'Smart': definizione e storia

Per Smart City si intende un'aggregato urbano o una metropoli che, grazie all'innovazione tecnologica ed al business correlato, è riuscita ad impiantare la struttura sociale e funzionale della città su un sistema reticolare di servizi all'avanguardia. Lo scopo è: rispondere alle esigenze umane - nella loro quotidianità - in maniera semplice, agevolata, intuitiva e veloce, tramite supporti digitali e approcci urbanistici pensati su misura per gli abitanti. In una parola: smart, appunto.
Tecnicamente, in architettura, la città intelligente si traduce in un sistema urbanistico che ottimizza il tempo e le energie spese dagli abitanti nel rapportarsi con le strutture della città stessa: trasporti, servizi pubblici e privati. Tutto grazie all'intervento di interfaccie digitali e innovazione tecnologica, pensata appunto per rendere ogni aspetto della vita umana più funzionale: si valorizzano così sia la qualità della vita - tramite un sistema di servizi agevole e leggero da gestire - sia la quantità di tempo impiegato per svolgere una pratica amministrativa o anche solo per fare la spesa o pagare un bolletta tramite app. Va da sè che, a risentirne gli effetti positivi, troveremo sia i settori 'freddi' del business sia il comparto sociale e culturale del tessuto urbano.
Ad oggi, si parla anche di Smart Nation: si tratta dell'evoluzione della città intelligente in termine di dimensioni ed estensione territoriale del potere economico, tecnologico e culturale che viene eservitato. Se finora le capacità e potenzialità tecnologiche, di efficienza energetica e sorpattuto economica, avevano rigurdato conglomerati urbani e grandi città o metropoli, oggi l'intezione di proporsi come centro nevralgico di innovazione investe il livello superiore: la Nazione o Stato.
É il caso di Singapore, che ha già manifestato la volontà di confrontarsi con le altre nazioni in modo diverso e tecnologicamente indipendente.
La smart city è il risultato di un fenomeno che trova le sue radici nella liberalizzazione dei mercati degli anni 80 ad opera del neoliberismo di Reagan e Thatcher. Da quel momento, le città scoprono il loro potenziale capitalistico: la città diventa il luogo prediletto dal mondo finanziario, è il nuovo terreno su cui investire, è sede degli interessi economici e finanziari mondiali. Industrializzazione e settore terziario in avanzata appoggiano l'ascesa della città che vuole migliorarsi sempre di più e che diventa il perno gravitazionale degli intrecci economici ma pure di quelli tecnologici, sociali e culturali.
Nasce il Marketing Urbano e le città non sono solo dei posti in cui vivere, ma dei luoghi di condivisione, scambio e talvolta anche scontro, ma pur sempre luogo deputato alla sperimentazione di nuove strategie di ricavo di capitale. La città inizia a venire pubblicizzata, sponsorizzata, tramite eventi di lustro e personaggi in voga sempre più sovrapposti all'immagine della città. Il branding urbano entra sulla scena e iniza a determinare scelte politiche, sociali e culturali.

Come funzionano: progetti ed esempi

Nella pratica, le città intelligenti devono ringraziare non solo la rivoluzione tecnologica del nuovo millennio, ma anche il fenomeno, certamente correlato alla crescita tecnologica, del Big Data: la città intelligente infatti è anche la città fatta di dati. La raccolta immensa di una mole straordinaria di dati eterogenei, strutturati o meno, ha messo a disposizione dei governi urbani di fine '900 un potenziale informativo straordinario: 'conosci il tuo pubblico!' receta una famosa citazione: bene, tutte le informazioni raccolte in data base efficientissimi consentono a chi governa di plasmare le strutture della città ed i servizi integrati sulla base delle informazioni a disposizione. Sapendo ciò di cui gli abitanti hanno bisogno, in base a ciò in cui credono, fanno, acquistano, rifiutano, cancellano, un governo illuminato e 'smart' risponde tramite scelte urbane mirate.
Ecco quindi come funziona la smart city. Applicando stretegie che sono il risultato dell'analisi dei dati che riguradano la vita di chi le abita. aprendo certamente alla questione dell privacy.
Esempi eclatanti di Smart Cities nel mondo ci portano specialmente: Dubai, Tokio, Singapore, Hong Kong, Tel-Aviv, New York, Londra, Montreale, Santiago del Cile, Seul, Copenaghen, sono solo alcune delle città più smart del pianeta.
I progetti riguardano l'attuaizone della tecnologia e del digitale per facilitare la vita degli abitanti, ottimizzando tempistiche e prestazioni: c'è la carta digitale elettronica, le app che con dei potenti sensori fanno trovare parcheggio in un batter d'occhio, sistemi wi-fi di ultima generazione instalalti finanche sulle palme della spiagge, app che consentono all'utente di sapere i tempi di attesa presso uffici pubblici, sono ad arrivare ai cassonetti dei rifiuti intelligenti che comunicano agli abitanti quando sono saturi.

Progettista 4.0 in Italia: nuovi approcci, nuove figure

É naturale che una simile portata tecnologica presuppone l'impiego di figure e professionalità nuove, che non soltanto conoscano e sappiano applicare le tecnologie più innovative, ma cosa ancor più importante, i porgettisti 4.0 dovranno sapere interpretare i 'grandi dati' incamerati nei data base governativi, saperli leggere ed intepretare al fine di tradurli in esperienze urbane funzionali e ottimizzate. Ricerca, analisi e interpretazione dei bisogni, tramite le informazioni a disposizione, è solo una parte della progettazione di nuova generazione.
Sembra un futuro ancora molto lontano in Italia, ma un primo passo è già stato fatto con la presa di coscienza del bisogno estremo di riutilizzare e valorizzare gli spazi esistenti. Con una declinanzione green, in Italia, i primi tentativi di rendere la città più intelligente si stanno facendo pensando alla progettazione e riuso urbano.
Progettisti, ingegenri, architetti, geometri e periti possono infatti formarsi e specializzarsi nel settore del riuso urbano, passo indispensabile per immettersi al meglio sulla strada già tracciata dalle città che hanno già meritato l'aggettivo 'intelligente'.

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