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Diventare amministratore di condominio: requisiti, nomina, compiti e stipendio

L'Art. 1129 del Codice Civile stabilisce che la nomina di un amministratore di condominio è obbligatoria negli stabili con più di quattro condomini e che l'amministratore condominiale, inoltre, può essere interno o esterno allo stabile, l'importante è che sia votato dalla maggioranza dei partecipanti. Quella dell'amministratore di condominio diventa una vera e propria professione, una posizione lavorativa che fa gola sempre a più professionisti. Sicuramente è un lavoro complesso ma offre importanti opportunità di carriera soprattutto per professionisti del settore tecnico come architetti, ingegneri o geometri. Nel seguente articolo ci rivolgeremo proprio a questi ultimi fornendo, a quanti di loro fossero interessati, tutte le informazioni specifiche del caso.

Chi può fare l'amministratore di condominio?

Ci sono due casi modalità in cui un professionista può diventare amministratore di condominio, per ciascuna di esse ci sono requisiti diversi. Nello specifico, a ricoprire il ruolo di amministratore condominiale possono essere:

  • una società;
  • una persona fisica;

Amministratore di Condominio: Requisiti

Il primo caso è quello in cui a svolgere il compito di amministratore è una società, in quel caso la nomina può essere concessa soltanto a:

  • un amministratore della società;
  • un socio con responsabilità illimitate;

Nel caso in cui il ruolo sia ricoperto da una persona fisica, a essa sono richiesti i seguenti requisiti:

  • godimento dei diritti civili;
  • assenza di condanne per delitti contro la PA, il patrimonio, la fede pubblica e ogni altro delitto non colposo che prevede una pena minima di 2 anni;
  • assenza di interdizione o inabilitazione;
  • possesso di almeno di un diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • attestato certificante la frequenza di un corso di formazione specifico per amministratori condominiali;
  • attestato certificante l'aggiornamento periodico della formazione specifica per amministratori condominiali;

Amministratore di Condominio: Nomina

La nomina dell'amministratore viene votata in assemblea condominiale e diventa solo effettiva se il candidato ottiene la maggioranza dei voti dei presenti. Perchè la nomina sia effettiva, all'assemblea deve partecipare un numero di condomini tale da rappresentare almeno la metà del valore dell'edificio.
Una volta nominato, i dati anagrafici del nuovo amministratore dovranno essere annotati nel "registro delle nomine e delle revoche" del quale dovrà occuparsi lo stesso amministratore.
Una volta eletto egli resterà in carica per un anno e, in mancanza di revoca, il suo incarico si considererà rinnovato per un altro anno.

Revoca della nomina

La carica di amministratore di condominio può essere persa tramite revoca in ogni momento e nel rispetto del regolamento. I condomini possono riunirsi in assemblea e votare la revoca dell'amministratore con gli stessi criteri e modalità della nomina (votazione a maggioranza dei presenti che devono rappresentare almeno la metà del valore dell'edificio).

Specifichiamo che la nomina può essere revocata immediatamente nel caso in cui l'amministratore si ritrovi a non essere più in possesso di uno qualsiasi dei requisiti sopra elencati.

Amministratore di Condominio: compiti e mansioni

Per quanto riguarda le mansioni che gli vengono assegnate all'atto di nomina, il condominio assume due tipi di compiti principali:

  • compiti di rappresentanza del condominio;
  • compiti di amministrazione del condominio;

Per quanto riguarda i compiti di rappresentanza, l'amministratore potrà (e dovrà nei casi in cui sia necessario) promuovere azioni giudiziarie, sia contro terzi che contro i condomini in caso di infrazioni o comportamenti sanzionabili.

Per quanto riguarda, invece, i compiti di natura prettamente amministrativa, egli dovrà:

  • comunicare i propri dati anagrafici e professionali in occasione della nomina;
  • affiggere sul luogo di accesso del condominio un documento contenente i suoi recapiti e le sue generalità;
  • stipulare una polizza volta a coprirlo in caso di errore professionale;
  • adeguare i massimali di polizza ad eventuali delibere per lavori straordinari;
  • aprire un conto corrente specifico per il condominio sul quale dovranno transitare le somme ricevute o erogate per conto del condominio;
  • occuparsi del recupero forzoso delle somme dovute al condominio entro 6 mesi dalla chiusura dell'esercizio, salvo diverse delibere dall'assemblea;

Quanto guadagna un amministratore di condominio?

Il compenso viene calcolato in base al numero delle unità immobiliari, tenendo conto che il costo medio per un'amministrazione professionale ogni anno va da € 50 a € 80 per unità abitativa a cui va aggiunta l'IVA. A decidere quando il suo onorario deve essere pagato è lo stesso amministratore.

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