Telefono: (+39)092445834

Codice Deontologico per Architetti 2017: novità, sanzioni, corsi

Scopri cos'è il nuovo codice di deontologia professionale per architetti entrato in vigore nel 2017, quali sono le novità apportate rispetto alla versione precedente, quali sono le sanzioni per i trasgressori e quali corsi rilasciano i cfp in deontologia.

Codice Deontologico per Architetti 2017: novità, sanzioni, corsi

In data 28 giugno 2017 il CNAPPC, ovvero il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha approvato il Nuovo Codice Deontologico entrato poi in vigore il successivo 1 settembre 2017, revisionando tramite un processo articolato tutta la normativa che in precedenza disciplinava la deontologia professionale per gli architetti.
In questo articolo analizzeremo gli aspetti importanti relativi al codice deontologico professionale per gli architetti, partendo proprio dalla definizione.

Cos'è il Codice Deontologico per Architetti?

La deontologia professionale non è altro che l'insieme di norme che regolano il comportamento di una determinata categoria di professionisti, gli architetti nel nostro caso, di conseguenza il Codice Deontologico non è altro che la raccolta di tali norme, un codice etico che ha lo scopo di tutelare la dignità durante lo svolgimento della professione sia degli esercenti che della collettività.

Nuovo Codice Deontologico Architetti: le novità

Il nuovo codice per la deontologia professionale degli architetti sostituisce quello vecchio ma in generale si può affermare che ne mantiene invariate le componenti principali, che tanto hanno giovato all'esercizio dell'attività di architetto e alla qualità del servizio offerto alla collettività.
Tuttavia il gruppo il gruppo operativo di deontologia ha svolto un'efficace opera di manutenzione andando a snellire il codice per renderlo più funzionale ed efficace allo stesso tempo.
Il processo di revisione è stato portato avanti tenendo conto di tutte le componenti del sistema ordinistico, allo scopo di garantirne il coinvolgimento e incontrare le esigenze di tutti gli esercenti, tutto ciò ha reso il Nuovo Codice Deontologico per Architetti uno strumento in grado di disciplinare ogni aspetto dello svolgimento della professione: dal compenso, alla tutela dell'autonomia di dipendenti e collaboratori, cercando di prevenire ed evitare illeciti di sorta anche in realtà lavorative più articolate come ad esempio le società tra professionisti.
Oltre a snellire tutti questi aspetti, già presenti nella precedente stesura del codice, sono stati presentati, votati ed infine introdotti nuovi emendamenti che regolano le specifiche esigenze di:

  • disciplinare l'attività professionale dell'architetto impegnato nel volontariato;
  • richiamare alcune specifiche situazioni di incompatibilità di legge,
  • evidenziare l'importanza e le responsabilità dei componenti dei Consigli di Disciplina;
  • tutelare la centralità dell'autonomia di giudizio, tecnica e intellettuale dei professionisti dipendenti.

Codice di deontologia per architetti: le sanzioni disciplinari

Nel passato gli architetti potevano dirsi in regola con il codice di deontologia professionale se nello svolgere del loro operato salvaguardavano l'interesse del cliente, se si asteneva dal farsi pubblicità evitando così di alimentare la concorrenza con i colleghi, se rispettava la tariffa professionale adeguandosi alle direttive dell'Ordine.
Oggi molti di questi "divieti" si possono considerare superati, nel mondo del libero mercato è impensabile farsi strada senza ricorrere a prezzi competitivi, alla concorrenza e alla pubblicità, a patto che esse non siano mendaci o sleali.
L'architetto dunque diventa una figura dell'architetto smette di essere soltanto una "risorsa" del cliente e allarga i suoi orizzonti configurandosi come il professionista che vigila sull'impatto che le opere avranno sulla società e sull'ambiente.
Tutto ciò ridefinisce anche il concetto di infrazione per cui sono richiesti provvedimenti disciplinari.
Ad oggi si fa riferimento a norme deontologiche che puniscono severamente chiunque si serva di mezzi illeciti per farsi assegnare o portare a termine un lavoro.
Sono punibili con sanzioni disciplinari le seguenti violazioni:

  • mancanza o falsificazione della documentazione necessaria (permesso di costruire, DIA, SCIA ecc..);
  • omissione della comunicazione annuale del reddito (inarcassa);
  • irregolarità nei consumi energetici;
  • irregolarità nella direzione dei lavori;
  • mancata fatturazione;

Deontologia professionale dell'ordine degli architetti: corsi e crediti formativi

A sottolineare e confermare l'importanza della deontologia professionale per l'ordine degli architetti arriva il nuovo regolamento per la formazione degli architetti, che tra le linee guida che disciplinano lo sviluppo e l'affinameneto delle competenze professionale degli iscritti ha concesso il giusto spazio a quelle che sono le cosiddette discipline deontologiche ed ordinistiche.
Nel triennio 2017/2019 Tra i 60 crediti formativi professionali che gli architetti hanno l'obbligo di conseguire , 15 cfp devono necessariamente riguardare appunto le discipline, attività, convegni o corsi che trattano argomenti affini alla deontologia professionale.
Così come per i corsi di formazione professionale per architetti, anche i corsi di deontologia possono essere erogati online secondo le regole della FAD, o formazione a distanza.